Hallowgeek 2021! CapaRezza – Kitaro

Come avrete intuito grazie all’immagine qui sopra oggi torna in azione la Geek League e giunge per me il momento di rivestire i panni di Kodiac, il supereroe chiacchierone…

… per celebrare insieme agli altri membri la festa di Halloween che per noi che trattiamo argomenti nerd e geek diventa Hallowgeek!

E la nostra missione oggi è quella di parlarvi di fumetti, film, serie tv, cartoni animati a tema Halloween!

Io però prendo una strada diversa e vi parlo di… una canzone!

Questa canzone si ispira a un’opera che ha a che fare con gli yokai, creature sovrannaturali tipiche della mitologia giapponese dalle caratteristiche più disparate che possono avere forma umanoide, animale ma anche di oggetti che, in un modo o nell’altro,  corrispondono a quelli che per noi occidentali sono i mostri e fantasmi che si rivelano durante la notte di Halloween!

Ho trovato questa bella immagine simpatica degli Yokai più famosi sul sito http://www.isi-education.com così non vi spaventate troppo

Nell’album Museica di CapaRezza (nome d’arte del cantautore Michele Salvemini di cui ho spesso parlato qui sul blog) in cui tutte le canzoni prendono spunto da opere pittoriche, la quattordicesima traccia si ispira a un’illustrazione di Shigeru Mizuki chiamata Hiratsuka in cui si vede un uomo fuggire proprio da alcuni yokai.

Shigeru Mizuki è stato un fumettista giapponese il cui manga più famoso è Kitaro dei cimiteri (Gegege no Kitarō), serializzato tra il 1959 e il 1969 in Giappone, che racconta la storia di Kitaro, ragazzo yokai nato in un cimitero figlio di fantasmi ma cresciuto da esseri umani che combatte per mantenere la pace tra gli uomini e i suoi simili.

In Italia il manga ha avuto varie pubblicazioni, l’ultima grazie a J-Pop che tra il 2018 e il 2019 ha raccolto in tre volumi alcune delle storie più interessanti della serie.

Il manga, molto famoso in Giappone, ha avuto varie trasposizioni sia animate sia live action. Questa è la sigla della prima serie animata del 1968.

CapaRezza prende parti di questa sigla e le inserisce nel suo brano in cui Kitaro diventa protagonista. Nel testo CapaRezza parla con un hikikomori, una persona che si isola per scappare dalla vita sociale (fenomeno molto diffuso in Giappone), e gli consiglia di affidarsi proprio a Kitaro per risolvere i suoi problemi e affronatre lo “yokai” che lo affligge.

Ne esce fuori un brano che, nel complesso, fa venire un po’ i brividi! Eccovi canzone e testo, magari da leggere durante l’ascolto.

Ge ge gegege no ge, asa wa nedoko de guu guu guu,
Tanoshii na, tanoshii na, obake nya gakkou mo, shiken mo nanni mo nai.
Da giorni solo in una stanza e lì rimani, posseduto da uno spirito malvagio più di Shinigami,
annoiato tra divani, libri vari, ti ripari, sbuffi, come nei flauti gli Intillimani.
Telecomando che fa click click, nelle scatole dei take away, più insetti che nei pic nic.
Sushimi su cuscini, sulle fodere, casa a soqquadro, se arriva un ladro la rimette in ordine.
In tutti gli anni passati ti abbiamo cercato e ci hai bacchettati come basmati.
Non hai amici e ti fai scuro, la mia versione è che tu sei Dionigi, non ti fidi di nessuno.
Fatti aiutare da Kitaro detto “Gegege”, sono sicuro che troverà il rimedio che fa per te,
lo riconosci dai sandali e dal gilet se del manga ne leggi le pagine, facile!
La tua vita è un mortorio come stare in hotel, senza uscire mai, solo col wi-fi.
Dalla cassa di legno viene fuori un refrain, spiriti yokai e un motivetto che fa
Ge ge gegege no ge, minna de utaou gegege no ge.
Ge ge gegege no ge, minna de utaou gegege no ge.
Sono Kitaro e canto, vengo dal campo santo barcollando, io non t’inganno come il mambo jambo.
Sono pratico di spiriti yokai da pargolo ci giocai, conosco chi ti sta soffocando.
Si chiama Tumikachi e nel momento in cui lo cachi ti cucina per le feste come il sukiyaki,
si nutre della tua attenzione come gli ubriachi, dice che se sei un orso è per colpa di tutti gli altri
e ti convinci al punto che diventi burbero e sei così brutto che sembri un tubero,
tutto ricurvo a brontolare nell’angolo buio di un tugurio, apri becco sei l’uccello del tuo malaugurio.
Ok, ci sono, per liberarti metti un kimono, spalanca la porta di casa buttati nel frastuono.
L’unica vera cura è non aver paura dell’uomo e non aver paura del coro.
La tua vita è un mortorio come stare in hotel,
dalla cassa di legno viene fuori un refrain e un motivetto che fa
Ge ge gegege no ge, minna de utaou gegege no ge
minna de utaou gegege no ge, minna de utaou gegege no ge.

Insomma, una canzone perfetta per un Halloween in stile giapponese che nel contempo aiuta anche a riflettere su una condizione che si sta diffondendo sempre più spesso anche dalle nostre parti.

Ah, questo brano dimostra ancora una volta quanto CapaRezza sia un appassionato di argomenti “nerd” come tanti di noi!

Per continuare a festeggiare Hallowgeek con la Geek League e scoprire altre opere a tema Halloween ecco i link ai post degli altri membri!

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18 risposte a Hallowgeek 2021! CapaRezza – Kitaro

  1. fperale ha detto:

    Il Capa è sempre un genio, ha una cultura pop veramente sterminata 🙂

  2. Austin Dove ha detto:

    bella iniziativa
    io pubblico il mio speciale a mezzogiorno, ma è molto più normale di questa geekthing

  3. Cassidy ha detto:

    Uno dei miei pezzi preferiti di quel gran disco, per il prossimo anno potresti fare “Compro Horror” 😉 Auguri di buon Halloween! Cheers

  4. Pingback: American Horros Stories stagione 1 – Recensione (A Geek League Hallowgeek Special) | OMNIVERSO

  5. Arcangelo ha detto:

    Caparezza sotto sotto è un nerdone come noi, appena ho letto il titolo del post ho immaginato si fosse ispirato al manda omonimo

    • Orso Chiacchierone ha detto:

      Ed è per questo che le sue canzoni sono sempre piene di citazioni nerd e pop, poi nell’album si ispira a tante opere d’arte e in questo modo fa capire che per lui anche il fumetto lo è. Un mito!

  6. Pietro Sabatelli ha detto:

    Il mood è sempre quello, ma carino anche questo pezzo. Gli yokai? In qualche anime ho incontrato.

  7. Conte Gracula ha detto:

    L’unica cosa che criticherei è l’associazione automatica tra una divinità della morte, shinigami, e la cattiveria: dovrebbe essere semplicemente un tipo di psicopompo, porta le anime dei morti nell’aldilà.
    Per il resto, carino il testo e Kitaro è una di quelle bomba storie che un giorno vorrei leggere. 😉
    Riguardo a Mizuki, ha composto anche alcune agili “enciclopedie” illustrate su mostri e spiriti giapponesi, in cui presenta leggende tradizionali di certe parti del Giappone o aneddoti di anziani; se ti può interessare, dovrebbero essere pochi libri pubblicati da Kappa edizioni (quello sui mostri mi pare sia stato pubblicato prima in due volumi e poi raccolto in un unico libro).
    Per chiudere, carina l’illustrazione con lo scheletro gigante (se non erro, è chiamato Gashadokuro) 🙂

    • Orso Chiacchierone ha detto:

      Io di Kitaro ho letto i primi episodi ed era molto inquietante ma so che successivamente le cose cambiano un po’.
      Credo che riguardo allo Shinigami si riferisca a qualche figura in particolare che magari tende più verso la cattiveria, in fondo di esempi nelle opere giapponesi ce ne sono.
      Beh, in realtà stavo scrivendo che Mizuki era un esperto di yokai ma ho tagliato tante informazioni per non allungare troppo il post, sapevo delle sue opere sull’argomento ma non che fossero arrivate in Italia! Mi informerò.

  8. Emanuele ha detto:

    Ero proprio curioso di capire che caspita c’entrasse Caparezza con Halloween. Ora finalmente lo so!
    Salto la parte del cantante perché non sono un fan ma sia il manga che l’anime mi intrigano. Sembra un po’ Cowa di Toriyama.

  9. Pingback: Geek League presenta: Hallowgeek. E Plot Tyrant, che porta? La famiglia Addams! – La cupa voliera del Conte Gracula

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