I love Yuko Osada – RUN day BURST

Torna la rubrica I love Yuko Osada con la quale, di volta in volta, vi presento tutti i manga di questo autore in mio possesso, in ordine cronologico di pubblicazione italiana.

Il titolo della rubrica è nato unendo la frase I love you e il nome dell’autore e, vista l’assonanza con il titolo della canzone I love Lady Gaga dei 77 Bombay Street, ho deciso di creare anche una sigla!

Solita premessa per chi si fosse perso gli altri post di questa rubrica (trovate i link a fine post): dopo aver letto la prima opera arrivata in Italia del mangaka Yuko Osada, sono rimasto talmente folgorato dal suo stile di disegno e dal suo modo di raccontare che ho deciso di prendere tutte le sue opere successive.

RUN day BURST è l’ultima serie dell’autore arrivata anche in Italia, pubblicata da Panini Comics nella collana Planet Manga da marzo 2015 a maggio 2016 in otto volumi di circa 200 pagine.

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Il RUN day BURST del titolo è una corsa automobilistica transcontinentale in cui cinquecento partecipanti, partendo da tre punti equidistanti dalla meta e seguendo qualunque itinerario, devono attraversare mezzo mondo per tagliare il traguardo che si trova nella famosa città di Losdon. I partecipanti, anche più di uno per veicolo, possono fare quante soste vogliono e possono anche combattere tra loro, l’unica vera regola è spostarsi soltanto sulle ruote del proprio mezzo.

Il protagonista è il dodicenne Barrel, un giovane aggiustatutto che vive in un paesino di periferia.

Il ragazzino vive da solo poiché tempo prima ha perso in un incendio suo padre che gli ha lasciato però un insegnamento fondamentale, puntare a essere il numero uno, così come ricorda sempre anche il supereroe del suo show preferito, Number One-derfull.

Durante il suo solito giro in paese per aiutare gli altri riparando tutto ciò che non funziona, Barrel assiste a un inseguimento della polizia e, poco dopo, trova la poliziotta Cylinder, l’amica che lo ha cresciuto dopo la scomparsa del padre, finita fuori strada con la sua auto di servizio.

Mentre Cylinder si trova a casa di Barrel per riprendersi dall’incidente, fa irruzione con la sua automobile uno strano tipo dai capelli ricci e neri di nome Trigger.

Trigger, che si rivela essere il malvivente inseguito dalla polizia, scopre che Barrel possiede un vecchio trattore modificato da suo padre con un motore di aeroplano.

L’auto di Trigger è ormai distrutta e il ragazzo capisce che l’unica soluzione è prendere il trattore di Barrel che però si oppone visto che il veicolo è il ricordo più importante che ha di suo padre. Solo allora Trigger rivela a Barrel che il mezzo gli serve per partecipare al RUN day BURST e lo invita a partecipare con lui per diventare finalmente il numero uno. Barrel, inizialmente titubante, accetta e, durante la fuga dalla polizia, suo malgrado anche Cylinder è costretta a unirsi al gruppo. Inizia così la pazza corsa verso Losdon che si rivela più complicata del previsto.

Da notare che i nomi dei protagonisti sono ricavati dalle parti di una pistola, canna (Barrel), cilindro (Cylinder), grilletto (Trigger), mentre quelli degli altri personaggi si rifanno a nomi di armi famose come per esempio Peacemaker, rampollo della casata di Colt, ispirato a una famosa rivoltella.

E a proposito degli altri personaggi, il gran numero di pagine a disposizione permette a Osada di presentare tanti comprimari e antagonisti interessanti e sfaccettati, molti dei quali approfonditi grazie a flashback che raccontano parte del proprio passato. Tutto questo permette anche di sviluppare una trama molto più complessa di quella che può sembrare inizialmente.

Una trama piena di colpi di scena in cui la gara automobilistica è protagonista ma anche pretesto per raccontare qualcosa di più, qualcosa che avrei letto probabilmente per molto tempo ancora perché bisogna dire che Osada, come sempre, ha fatto un ottimo lavoro e ha dimostrato di avere le capacità per creare qualcosa di grande ma che, puntualmente, finisce troppo presto.

Nel finale l’autore preme l’acceleratore, in tutti i sensi, e anche se alla fine tutto torna e tutti i personaggi visti durante la storia hanno una loro conclusione, ho avuto come l’impressione che alcuni di questi nell’idea iniziale dell’autore avrebbero dovuto avere uno sviluppo maggiore. Poi magari mi sbaglio eh, perché alla fine, come già detto, tutto combacia alla perfezione, ogni avvenimento e ogni personaggio contribuiscono all’evolversi della trama e al suo finale.

Lo stile di disegno di Osada fa un ulteriore passo in avanti, il suo tratto diventa ancora più pulito ma non perde quella capacità di mostrare il “movimento” che lo contraddistingue. Quello che è sicuramente cambiato rispetto alle opere precedenti è il fan service, qui ce n’è in quantità, soprattutto con la povera Cylinder sempre poco vestita! Interessante anche l’ampio uso di sfondi vuoti che permettono di dare risalto ai personaggi, tutti con un proprio stile e design caratteristico.

Si è capito, no? L’ultima serie di Yuko Osada pubblicata in Italia è anche quella che mi è piaciuta di più, mi ha divertito e sorpreso fino all’ultima pagina e mi ha fatto innamorare definitivamente di questo autore che mi auguro possa tornare prima o poi nel nostro paese.

La rubrica I love Yuko Osada termina qui, ecco i link agli altri post!

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3 risposte a I love Yuko Osada – RUN day BURST

  1. Nella Crosiglia ha detto:

    come sempre interessante grazie Orso

  2. Pingback: scORSa! 03-09/05/2021 | La tana dell'Orso Chiacchierone

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