I love Yuko Osada – The wonderful legend of Toto

Quando ho tirato fuori dalla libreria The wonderful legend of Toto, il manga che avevo scelto per la rubrica Manga a Caso!, mi sono reso conto che in realtà è stato grazie a quest’ultimo che mi sono praticamente innamorato dell’autore Yuko Osada tanto che, negli anni successivi, ho acquistato tutto quello che di suo è stato pubblicato in Italia.

Ho pensato così di dare vita a una nuova rubrica chiamata I love Yuko Osada in cui, di volta in volta, presentare tutti i suoi manga in mio possesso.

Il titolo della rubrica è nato unendo la frase I love you e il nome dell’autore e, vista l’assonanza con il titolo della canzone I love Lady Gaga dei 77 Bombay Street, ho deciso di creare anche una sigla con la speranza di non ricevere denunce!

Era il 2003 quando acquistai il primo dei due volumi di The wonderful legend of Toto, manga di Yuko Osada pubblicato in Italia da Star Comics che reinterpreta la storia del Mago di Oz in un modo molto particolare.

La storia si svolge in un mondo devastato dalla quarta guerra mondiale nel quale alcuni individui chiamato Treasure Hunters si guadagnano da vivere ritrovando e rivendendo oggetti del passato. Tra questi ci sono anche il piccolo NousKakashi (che in giapponese significa, tra le altre cose, spaventapasseri) il cui scopo è ritrovare uno degli Accessory, antichi manufatti che si dice abbiano enormi poteri.

I due si mettono nei guai e mentre fuggono si imbattono in una ragazza caduta dal cielo con un paracadute. Da notare che sulle sue mutandine c’è stampata la faccia di un orso!

La ragazza si chiama Dorothy e sta fuggendo dall’Impero di Nasso, un’organizzazione militare che vuole impadronirsi del bracciale che la ragazza ha con se. Il bracciale non è altro che uno degli Accessory, il Dog Brecelet che racchiude la potenza dei canidi più famosi della storia. È Kakashi a indossarlo e a risvegliarne i poteri.

Grazie alla forza del cane spuntato dal braccio di Kakashi, riescono a sfuggire alle truppe di Nasso. Dorothy decide di chiamare quello strano cane Toto, come il cagnolino che aveva quando era piccola.

Durante il loro viaggio incontrano tante persone che li aiuteranno tra i quali anche un robot che Dorothy pulisce e olia per bene…

… è un ragazzo un po’ fifone di nome Lion.

Il robot e Lion si uniscono a loro e i quattro si mettono in viaggio seguendo la Yellow Brick Road per raggiungere Emerald, città dove vive lo scienziato Oz, l’uomo che sa tutto degli Accessory.

I riferimenti al Mago di Oz sono ovvi: lo spaventapasseri, l’uomo di latta, il leone senza coraggio, Dorothy e il cane Toto, la strada di mattoni gialli, la città di smeraldo e lo stesso Oz sono i più facili da trovare ma tra le pagine c’è ne sono anche tanti altri.

Osada crea una storia molto interessante e la racconta benissimo condendola con tanti personaggi caratterizzati perfettamente, colpi di scena e momenti emozionanti. Tutto questo accompagnato da disegni molto belli che sembrano quasi in movimento, tratto caratteristico dell’autore che ritroveremo anche nelle sue opere successive e che lo distinguono da tanti altri.

Pur avendo dato vita a una storia che poteva essere molto longeva, dopo solo due volumi si interrompe senza un finale. Un vero peccato, anche se… beh, ne riparliamo un’altra volta!

Il secondo volume contiene anche una storia autoconclusiva, realizzata da un giovane Osada per partecipare a un concorso, in cui vengono raccontate le vicende di un presidente dell’associazione studentesca di una scuola di Tokyo pronto a far rispettare le regole…

… anche a suon di pugni!

Termina qui il primo episodio della rubrica I love Yuko Osada, spero vi sia piaciuto! Il prossimo arriverà presumibilmente tra un mese!

Ecco gli altri post di questa rubrica:

 

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11 risposte a I love Yuko Osada – The wonderful legend of Toto

  1. mikimoz ha detto:

    Oddio questo lo lessi pure io e appena acquistato pensai “soldi buttati” XD

    Moz-

  2. Conte Gracula ha detto:

    Ricordo di averlo letto, molto tempo fa: alcune idee interessanti, ma alla fine, storia incompiuta.
    Ci ero rimasto un po’ male 😛
    Il disegno era interessante.

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