Manga a Caso! – RahXephon

Torna Manga a Caso!, la rubrica in cui parlo di manga vecchi e (non necessariamente) poco conosciuti che, spinto dalla curiosità, ho acquistato completamente a caso.

I manga non saranno presentati in ordine cronologico ma completamente a caso, per restare fedeli al nome della rubrica.

Oggi vi parlo di RahXephon, adattamento a fumetti dell’omonimo anime prodotto dallo Studio Bones e trasmesso in Giappone nel 2002 che io non ho visto e probabilmente mai vedrò.

Clicca sulle immagini per ingrandirle! Scusate per la qualità di alcune foto ma le ho fatte in treno!

I tre volumi di cui è composta la serie sono arrivati in Italia grazie a Planet Manga,  pubblicati da febbraio ad aprile 2004 al prezzo di 4 euro, sicuramente sulla scia del successo di Evangelion con cui pare abbia delle similitudini. Non posso dirvi di più perché io Evangelion non l’ho visto, ho letto solo qualche pagina del manga ma mi sono annoiato subito. Stava succedendo anche con il primo volume di RahXephon ma fortunatamente, nei due volumi successivi, la storia ingrana e diventa più interessante.

I volumi sono dotati di sovracoperta e, avvicinando le costine, viene fuori il faccione di RahXephon.

La storia parte da Tokyo (e figurati, i guai succedono tutti là) dove il liceale Ayato Kamina vive con la madre e con Reika, una lontana parente rimasta orfana della quale la famiglia di Ayato si prende cura. Un bel giorno (più o meno), un gruppo di agenti tenta di rapirlo e di uccidere Reika ma riescono a salvarsi grazie all’intervento della misteriosa Haruka Shito.

Haruka è in realtà una spia di Terra, un’agenzia alle dipendenze dell’ONU in lotta contro Mu, organizzazione che ha la sua base a Tokyo Jupiter, una sorta di dimensione alternativa in cui il tempo scorre diversamente nella quale è racchiusa la città di Tokyo.

Tokyo Jupiter è comparsa con l’arrivo sulla terra di RahXephon, un robot semi-senziente, semi-dio, semi-angelo che può essere controllato soltanto da Ayato. Ovviamente entrambe le organizzazioni vogliono il controllo sul robot e sul povero Ayato che dovrà scegliere tra la sua gente e dei perfetti sconosciuti che gli assicurano che gli altri sono i cattivi.

Con l’avanzare della storia vengono presentati tanti personaggi, alcuni utili alcuni meno, alcuni creati solo per fare del sano fanservice. Ce n’è moltissimo, tutto o quasi presentato completamente a caso. Però almeno il disegnatore, Takeaki Momose, è onesto e nelle simpatiche vignette a fine volume spiega che lui in effetti voleva disegnare delle un manga osé e l’autore, Yutaka Izubuchi, gli aveva assicurato che avrebbe potuto farlo. E lui l’ha preso in parola.

I disegni nel complesso non sono affatto male, il design dei personaggi è semplice e senza fronzoli, tutti hanno capelli normali, vestiti normali, biancheria intima normale. Molto interessante il design di mezzi, tecnologie e mecha, in particolare quello dei Dolem, i robot al servizio di Mu.

La storia scorre ovviamente veloce per poter condensare in soli tre volumi tutta la serie ma i colpi di scena funzionano e le spiegazioni dei vari misteri non risultano mai pesanti.

Come ho già anticipato, dopo aver chiuso il primo volume ho pensato che questo fosse il Manga a Caso! più brutto tra quelli riletti finora ma, con il proseguire della lettura, mi sono ricreduto. Non un capolavoro, certo, ma un manga che può far avvicinare al genere “tizio che guida un robottone ma si fa un sacco di problemi prima di dare le mazzate” senza annoiarsi dopo dieci pagine e soprattutto avendo capito tutto alla fine della storia. Qui il finale c’è, e non è nemmeno così scontato.

Quindi perché l’Orso di tanti anni fa ha acquistato questo manga? Boh, forse voleva dare una seconda possibilità a questo genere? O forse semplicemente si è lasciato sedurre dal robottone in copertina? O forse aveva 4 euro in più nel febbraio del 2004? Non lo sapremo mai… a meno che non abbiate una macchina del tempo e allora andiamo a chiederglielo.

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15 risposte a Manga a Caso! – RahXephon

  1. Arcangelo ha detto:

    Devo aver visto qualcosa dell’anime ma poco poco. Bella la sovracoperta con disegno componibile, fa un bel effetto.

    • Orso Chiacchierone ha detto:

      Ricordavo che fosse tratto da un anime ma in quel periodo non mi ero informato bene, le differenze sono parecchie a quanto pare.
      Le sovracoperte sono sempre un tocco in più ma non le amo particolarmente!

  2. Kiral ha detto:

    Non hai visto Evangelion? Molto male Orso, molto male!
    Comunque non conoscevo questo manga visto che non sono particolarmente appassionato di robottoni 😉

    • Orso Chiacchierone ha detto:

      Che ti devo dire, mi sono informato un po’ e ‘sta cosa che non si capisce il finale, poi te lo rispiego, poi lo cambio, poi faccio i film e non capisci ancora di più… odio quando fanno così!

  3. Conte Gracula ha detto:

    Evangelion non piace nemmeno a me, mi hanno perso al robottone con la spina attaccata e hanno aggravato con personaggi odiosi o noiosi, clipshow, fermo immagine di tre minuti con la gente che parla, cartelli con scritte a caso… sgradevole.
    Comunque, ha lanciato la moda delle serie robotiche col nome che finisce in -on, tipo Aquarion e Raxephon.
    Ho letto il primo, era senza infamia e senza lode e ho deciso di evitarlo 😛

  4. rikynova83 ha detto:

    Amo i Transformers e i robottoni dei Power Rangers,no i robottoni stile Evangelion (eh sì, sono un eretico) 😀

  5. fperale ha detto:

    Comunque anch’io ho visto pochissimo quasi niente di Evangelion, mi sa che siamo in tanti 😀

  6. mikimoz ha detto:

    Esattamente: racsefon (mi scoccio a scriverlo bene) era nato sulla scia di Evangelion e voleva esserne l’erede (se vabbè). In Italia lo portò la Shin Vision in pompa magna, con tanto di primo episodio regalato su cd grazie a Benkyo!. La Panini si accodò col manga. Ma non fu un successo a quanto ricordi.

    Moz-

  7. Lo scopro ora da te… Non è male il disegno, ma gli occhi: sembra che escono dalle facce dei personaggi!

  8. Pingback: Manga a Caso! – Nazca | La tana dell'Orso Chiacchierone

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