Manga a Caso! – Gundolls

Torna Manga a Caso!, la rubrica in cui parlo di manga vecchi e poco conosciuti che, spinto dalla curiosità, ho acquistato completamente a caso.

Ah, i manga di cui vi parlerò non saranno presentati in ordine cronologico ma completamente a caso, per restare fedeli al nome della rubrica.

Era il 2008 quando la StarComics pubblicò in Italia Gundolls!

Clicca sull’immagine per ingrandirla… puoi farlo anche con quelle siccessive!

Come Death God (di cui ho parlato nell’ultimo Manga a Caso!), anche Gundolls faceva parte del progetto Two Shot della StarComics con cui venivano proposte miniserie d’azione in soli due volumi senza troppi preamboli. L’autore è un certo Kenjiro, ho fatto un po’ di ricerche ma credo questo sia l’unico manga da lui creato.

I due volumi di Gundolls, 192 pagine al prezzo di 3,50 euro l’uno, raccolgono gli undici capitoli in cui viene raccontata la storia di Kyoko M. Windleith, una marionettista pilota che manovra Zero, una gundoll, marionetta da combattimento, a cui è legata tramite un patto di sangue chiamato codice che impone a Zero di proteggerla.

A seguito del rapimento di alcune bambine da parte di una marionetta, Kyoko dovrà fare visita al Castello Meccanico dove, da tempo, è riunchiuso il Conte Vandain, uno dei più grandi creatori di marionette della storia.

L’obiettivo del Conte Vandain è rubare l’anima alle bambine per riportare in vita, attraverso la sua marionetta suprema, il dio perverso della distruzione.

Tutto questo viene raccontato nel primo capitolo ma non vado oltre per non fare spoiler! Posso però dirvi che, anche se il manga è molto breve, non mancano colpi di scena, flashback per raccontarci qualcosa sui protagonisti, molti nemici e anche qualche alleato. E, soprattutto, ogni cosa viene spiegata.

I disegni sono molto dettagliati e puliti, anche se in alcune vignette si può notare un calo di qualità. Cioè che colpisce di più sono gli sfondi molto curati e il design dei personaggi, in particolar modo quello delle marionette.

Devo dire che per me, in questo caso, i due volumi sono più che sufficienti a raccontare tutta la storia anche se l’idea alla base del manga non era male, qualcun altro ci avrebbe tirato fuori anche trenta/quaranta volumi. Si vede che il buon Kenjiro non ha avuto il successo sperato. Chissà che fine ha fatto pure lui… l’avranno rapito per rubargli l’anima, insieme a tanti altri mangaka sfigati, per far rinascere il dio perverso dei manga di successo?

Forse non lo sapremo mai, quello che però sapremo è perché l’Orso di tanti anni fa ha acquistato questo manga? Oh, quando dopo un po’ di pausa ricominci a leggere manga ti va bene tutto, soprattutto le miniserie in soli due volumi!

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19 risposte a Manga a Caso! – Gundolls

  1. Conte Gracula ha detto:

    Mi pare che in quel periodo la Star pubblicasse anche fumetti poco noti e con un’idea somigliante a quella di manga di successo: Death God corrispondeva a Bleach, mi pare; questo Gundolls ha le marionette da battaglia come Karakuri no Circus e ce n’era uno che ricordava Chrono Crusade, con le suore un po’ magiche.
    Non che fossero identici, ma c’era un piccolo nucleo, un’idea poco sfruttata allora – shinigami, marionette belliche, suore con la magia – che veniva poi declinata in miniserie, forse nel tentativo di scoprire un nuovo territorio narrativo su cui lucrare, indicato da manga di maggior successo.

    • Arcangelo ha detto:

      Ah bene, così ora so di cosa parla Karakuri Circus (sto leggendo Ushio & Tora, da qui la mia curiosità)

      • Conte Gracula ha detto:

        So che karakuri dovrebbe significare meccanismo, o ingranaggio.
        Ushio e Tora lo adoro, Karakuri lo prendevo quando lo pubblicava Play Press, in un formato sbagliatissimo e col prezzo di copertina che aumentava di dieci centesimi ogni numero.
        La nuova edizione mi pare che sia J Pop, ma al momento non posso “fidanzarmi” con una serie di più di 40 volumi 😛

    • Orso Chiacchierone ha detto:

      Beh, la tua considerazione mi sembra molto corretta!
      In quel periodo avevano una sorta di collaborazione con Mag Garden, una casa editrice giapponese di cui portarono parecchie pubblicazioni in Italia (oltre a questa anche Death God e, quella forse un po’ più famosa, Elemental Gerad), tutte in effetti con un’idea simile a manga più famosi.

  2. Johnny Cornerhouse ha detto:

    Questo è il mio commento scritto a caso per restare casualmente a tema!

  3. rikynova83 ha detto:

    Non mi ispira per niente 😀

  4. mikimoz ha detto:

    I disegni sono carini, e anche curati.
    Però… proprio non è il mio genere :O

    Moz-

  5. Arcangelo ha detto:

    Non lo conoscevo, l’importante è che in due volumi tutto fili senza lasciare punti interrogativi che già ne lasciano abbastanza le serie lunghe XD

  6. Arcangelo ha detto:

    One Piece… ho un rapporto di amore odio con questa serie, penso che Oda si sia talmente incasinato con tutti i suoi personaggi e situazioni da aver reso troppp pesante la lettura.

    • Conte Gracula ha detto:

      Mi da più fastidio che negli anni abbia sviluppato tutte le caratteristiche dei battle manga, anziché approfondire le parti interessanti dell’ambientazione – interessanti per me, tipo gli anni di storia mondiale cancellati. Mi hanno detto che ha iniziato un po’ a lavorarci, ma ormai mi ha stufato da tempo…

      • Orso Chiacchierone ha detto:

        Sì ma dovràa iniziare a dare, tra una scazzottata e l’altra, qualche risposta altrimenti ci ritroveremo o con troppe domande senza risposta o con una fila di volumi pieni di spiegoni! XD
        Io continuo a sperare… e poi le mazzate alla fine mi piacciono, sarà per questo che lo seguo ancora con interesse!

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