The Black Museum

Ma quanto è bello quando un fumetto, un libro, un film ti fanno scoprire nuove cose?

È quello che è successo a me dopo aver letto i tre volumi del manga The Black Museum di Kazuhiro Fujita, autore dei più famosi Ushio e Tora e Karakuri Circus.

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Clicca su questa e le altre foto fatte malissimo per ingrandirle

Perché proprio questo titolo?

Il Museo Nero (chiamato anche Museo Criminale) citato nel titolo era un museo realmente esistente con sede a Scotland Yard, quartier generale del polizia londinese, in cui venivano raccolti cimeli criminali proveniente dai vari casi investigativi.

Attraverso il manga entreremo in questo museo accompagnati da una giovane e simpatica guida, la curatrice.

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Nel primo volume auto conclusivo sottotitolato Springald ci viene raccontata la storia di Spring Heeled Jack, un killer che nelle notti dell’Inghilterra vittoriana faceva strage di giovani donne per poi scomparire con balzi disumani tra i tetti. Nel folklore inglese questo personaggio è una creatura sovrannaturale ma l’autore cerca di dare una spiegazione logica a queste sue capacità straordinarie.

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La seconda storia, Ghost & Lady, divisa in due volumi, racconta dell’incontro tra l’Uomo in grigio, il fantasma di un abile duellante che infesta il Teatro Royal Drury Lane e Florence Nightingale, un’infermiera britannica considerata la fondatrice dell’assistenza infermieristica moderna. In questo caso una storia reale, che si attiene a fatti storici anche se ovviamente romanzati, viene farcita con elementi sovrannaturali.

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Attualmente la serie, edita da StarComics (il primo volume era già stato pubblicato dalla GP Manga), è ferma a questi tre volumi, non si sa se e quando ne arriveranno altri (o almeno io non sono riuscito a trovare informazioni in merito).

Vista il numero delle pagine (ci aggiriamo intorno alle 250 a volume) e la presenza di una sovraccoperta con stampe in oro, il prezzo dei volumi è un po’ alto, 6,90 euro il primo, 8 euro gli altri due.

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Lo stile di disegno di Kazuhiro Fujita è molto particolare e potrebbe non piacere a tutti anche se valorizza perfettamente questa tipologia di storie. Alcune vignette sono molto dettagliate ed è proprio da queste che si capisce quanto l’autore abbia studiato per mostrare al meglio gli usi e i costumi di quel periodo storico.

Non mancano ovviamente le solite faccette tipiche delle gag dei manga che strappano qualche sorriso durante una lettura comunque molto seria e impegnata, soprattutto nella seconda storia.

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Insomma, una serie originale che ci fa scoprire storie e leggende londinesi in modo molto interessante… speriamo non si fermi qui!

Questa la consiglio proprio a tutti, il prezzo non è dei più accessibili ma ne vale davvero la pena!

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2 risposte a The Black Museum

  1. Johnny Cornerhouse ha detto:

    Fin quando non ho visto le faccette mi sembrava una figata pazzesca, poi cacchio è pur sempre un manga! Accidenti. In ogni caso sembra comunque interessante che quasi quasi posso passare sopra le faccette!

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