Il lungo sonno di Orso (terza parte)

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Fu solo quando ormai il sole stava per tramontare che decisero di fermarsi. Il primo giorno di viaggio non era stato molto faticoso, avevano risalito qualche collina ma per il resto del cammino il terreno era sempre stato pianeggiante. Il paesaggio era stato abbastanza monotono, boschi alternati a campi di fiori o erba, avevano attraversato solo due fiumi senza alcune difficoltà, grazie ai tronchi disposti dai castori.
Il giorno successivo sarebbe stato molto più difficile, nel pomeriggio avrebbero incontrato le montagne. Lontra e Procione non avevano mai scalato una montagna ed erano sconfortati ma Grillo Canterino spiegò loro che Stambecco Laborioso li avrebbe portati in groppa e furono rincuorati.
«Anche Stambecco Laborioso sa dove si trova Cervo Rosso?» Chiese Procione mentre si affacciava nella tana che Grillo aveva trovato loro per la notte.
Grillo stava salutando i tassi che avevano offerto loro ospitalità. «Orso non vi ha raccontato tante cose, a quanto pare…»
Lontra voleva saperne di più. «Cosa avrebbe dovuto raccontarci?»
«Anche Orso conosce Cervo Rosso. Non solo lo conosciamo… noi tutti siamo suoi allievi.»
«Tutti chi?» disse Procione, anche lui sempre più incuriosito.
«Io, Orso, Panda Gioioso, Falco Predatore, Stambecco Laborioso… e poi Daino Pensieroso e Cicala Indifferente.»
«Cicala Indifferente? Quello che ha sedato la rivolta dei lupi?» Un’altra delle storie che Procione aveva sentito da Orso.
«Sì, lui. Cervo Rosso non ci ha solo cresciuto, ci ha insegnato tutto ciò che sappiamo. E noi lo abbiamo aiutato a ricostruire il bosco.»
«Visto? Avevo ragione io, non ha fatto tutto da solo!» disse Procione con aria soddisfatta.
Lontra lo fulminò con lo sguardo. «Shhh, sta zitto!»
«Eh eh, lascialo stare, è giusto avere dubbi, non dovete credere a tutte le storie che vi raccontano. Ma c’è qualcosa che solo Cervo poteva fare: noi abbiamo arato, abbiamo piantato semi, ma è stato lui a farli crescere rigogliosi grazie alla Magia della Natura di cui è custode.»
«La Magia della Natura?» Lontra non capiva e anche Procione sembrava molto confuso.
«Sì, una magia che permette di far crescere piante, fiori, frutti, di far piovere e soffiare il vento, di smuovere terra e rocce, di infondere magia nelle Natura stessa. Ma forse questi sono discorsi troppo complicati, cose che in realtà nemmeno ci competono. Ora è tempo di riposare, domani con l’aiuto di Daino Pensieroso e Stambecco Laborioso riusciremo a viaggiare più velocemente e a incontrare Cervo Rosso nel pomeriggio. Sperando che abbia per noi buone notizie…»

Daino corse come mai aveva fatto in vita sua e arrivò ai piedi della montagna stremato. Stambecco era già lì ad attenderli grazie al messaggio ricevuto da un grillo il giorno prima.
«È stato un piacere esservi d’aiuto» disse Daino intanto che Grillo, Lontra e Procione scendevano dalla sua groppa «e salutatemi Orso perché non ci vediamo da tantissimo tempo… ovviamente quando si risveglierà, perché si risveglierà, statene certi!»
«Anche io non lo vedo da tanto ma… cosa significa si risveglierà?» domandò Stambecco avvicinandosi.
«Te lo spiegheremo strada facendo» disse Grillo mentre faceva cenno a Procione e Lontra di salire sul dorso di Stambecco «non abbiamo tempo da perdere!»
Stambecco cominciò a saltare da una roccia all’altra così velocemente che Daino diventò in pochi attimi un puntino in lontananza.
«Io sono l’unico che può accompagnare qui gli ospiti di Cervo. Ormai lui è vecchio e stanco, dopo aver usato tutte le sue energie per far rivivere il bosco ha avuto bisogno di riposare. Ormai non ce la fa più a scendere ma dalla cima lui controlla tutto. Arriverà a breve il giorno in cui dovrà essere sostituito. Grillo, dovresti farlo tu…» disse Stambecco poco prima di fermarsi. «Eccoci, siamo arrivati.»
«Ti ringrazio per la fiducia Stambecco ma non so se sarei capace di prendere il suo posto. Forse nessuno di noi sette è pronto ma un giorno dovremo fare i conti con il nostro destino. Grazie per averci accompagnati.»
Lontra e Procione erano frastornati, quei discorsi sembravano così assurdi. Se Orso non fosse caduto nel lungo sonno probabilmente non avrebbero mai scoperto tutte quelle cose. Erano entrati in contatto con qualcosa molto più grande di loro. Erano terrorizzati.
Si guardarono per un istante negli occhi e si fecero così coraggio a vicenda.
Seguirono Grillo fino a uno spiazzo circolare pieno di erba verde smeraldo e fiori dai colori sgargianti con un grande albero di mele al centro.
E lì, all’ombra di quell’albero, c’era lui.

CONTINUA

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3 risposte a Il lungo sonno di Orso (terza parte)

  1. Alidada ha detto:

    bella questa storia ambientata nella natura.. sarebbe bella anche da raccontare ai bambini. Ora aspettiamo il continuo. Buonanotte Orso 🙂

  2. Pingback: Il lungo sonno di Orso (quarta e ultima parte) | La tana dell'Orso Chiacchierone

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