Specchio

L’altra mattina ero al parco che non è un parco con Virgola. Faceva un po’ freddo così ho indossato il mio giubbotto rosso.

Dopo un po’ è entrato un bambino che indossava una maglietta a maniche corte rossa.

«Posso entrare?» mi ha chiesto un po’ titubante.

«Certo!» gli ho risposto.

Virgola si è subito avvicinata a lui e ha iniziato ad annusarlo. Lui, dimostrando di sapere come ci si comporta con i cani, ha avvicinato il dorso della mano al suo musetto.

Inaspettatamente Virgola ha iniziato ad abbaiare.

Il bambino sì è allontanato un po’ impaurito e, per rassicurarlo, gli ho detto «Non ti preoccupare, è buona, non morde. Forse ha sentito un odore che le ha dato fastidio.»

«Sì…» ha riposto mentre apriva il cancello del campetto di calcio per entrare.

Virgola l’ha seguito fin nel campetto continuando ad abbaiare, io l’ho tirata fuori.

«Forse è meglio se chiudo…» dice mentre fissa Virgola e io con un sorriso «Sì, è meglio sennò non la smette!»

Lui, lasciandomi un po’ stupito, mi dice «Arrivederci…» chiude il cancello e si va a sedere per terra, al centro di una delle due porte.

All’inizio ho pensato che stesse aspettando qualcuno, poi che fosse un po’ triste lì da solo, poi che, forse, voleva proprio restare da solo.

Io l’ho guardato, con quella sua maglietta a maniche corte rossa, e poi ho guardato me, con il mio giubbotto rosso. E mi sono ricordato del me bambino che amava a volte stare in solitudine per poter riflettere e rimuginare.

Ho messo il guinzaglio a Virgola e sono andato via.

Da lontano poi, quando non potevo più essere visto, ho dato un ultimo sguardo al campetto e ho visto quel bambino arrampicarsi sulla porta, quasi come se si stesse allenando a fare qualcosa.

E allora ho pensato che forse era proprio quello che voleva fare ma che non aveva iniziato prima perché c’ero io e non voleva farsi vedere perché si vergognava.

Quel comportamento mi ha fatto pensare di nuovo al me bambino. Come guardasi in uno specchio insomma, uno specchio che riflette il passato.

Solo che di fronte a me c’era lui con addosso solo una maglietta rossa a maniche corte. Io avevo il mio giubbotto rosso perché avevo freddo.

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4 risposte a Specchio

  1. domenicomortellaro ha detto:

    Le intimità semplici di una vita, nei ricordi, sono sempre un bel dono che si condivide!

  2. nella ha detto:

    Spesso scattano in noi e riaffiornao ricordi anche in situazioni impreviste e improvvise, come la tua Orsetto!

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