Cose Consumate – Two way monologue

E continuiamo a parlare delle mie Cose Consumate.

A cosa mi riferisco? A quelle cose che, per un legame affettivo, continuiamo a usare anche quando si sono consumate, appunto.

Vi è mai capitato che un amico vi dicesse «Guarda quel film/leggi quel libro/ascolta quella canzone!» e, dopo averlo guardato/averlo letto/averla ascoltata, quello/quello/quella sia diventato/diventato/diventata il vostro/il vostro/la vostra preferito/o/a e lo/lo/la abbiate consumato/o/a? (dite che potevo risparmiarmi tutta ‘sta cosa? Lo so, uh uh uh!)

Beh, a me è capitato con una canzone. Era il 2004, l’amico era Cicala Indifferente (magari lui nemmeno se lo ricorda… cioè, pure io ho un vago ricordo di questa cosa… ah, sto invecchiando troppo in fretta giovani!), la canzone era Two way monologue di Sondre Lerche. Come tutte le canzoni che mi piacevano in quel periodo, la ascoltavo a ripetizione come sottofondo mentre facevo cose varie ed è poi finita del mio lettore mp3 quando ho cominciato a girare per l’Italia.

Il video è davvero divertente!

La versione della canzone nel video ufficiale è però ridotta, per cui di seguito trovate un video con la versione estesa e il testo completo.


Ma, all the other options that you had in mind
Starve me ‘cause I’m optionless and turkey free and blind
Pa, won’t you listen and I’ll let you in on this?
Blind me, won’t you listen? I’ll reduce advice to dust
Oh no, I shouldn’t have to spell my name

Ma, if it’s worth the made up smiles, the quiet fights
Oh mother, it is hard not to look in the mirror’s eye
I have come to this while you have come along
So it’s alright if you change your mind the other way around again
I shouldn’t have to spell my name

So start the two way monologues that speak your mind
We’re talking two way monologues with words that rhyme

We, we can’t reclaim the shirts we threw away last twirl
Uncurl the note in pocket, personal brochures that dust
Machine washed, that’s how paper rusts
Days you spend wanting some of Michael Landon’s grace
Strike back, now they shape your life as stony as his face
Oh no! I shouldn’t have to spell his name

So start the two way monologues that speak your mind
We’re talking two way monologues with words that rhyme
Start the two way monologues that speak your mind
We’re talking two way monologues

We were chasing rabbits on the hill
Oh that prairie life was great but never real
‘Cause we never saw no rabbits out there, ever, no, not once
All we did was put a fire up and watch it burn for months
And I miss the sound of stairs and walls and maladjusted doors
And too little space for holding all the soldiers and the war

Start the two way monologues that speak your mind
Start the two way monologues that speak your mind
We’re talking two way monologues

P.S.: inviatemi descrizioni, riflessioni, storie, foto sulle vostre Cose Consumate e io scriverò un post tutto per voi!

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Amici, Cose Consumate, Musica, Ricordi, Tempo e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

4 risposte a Cose Consumate – Two way monologue

  1. mikimoz ha detto:

    Mai coperto.

    Moz-

  2. nella ha detto:

    Mi attacco talmente a certe cose da essere dispiaciuta quando devo per forza buttarle via, mi sembra quasi di volere alleggerirmi di un pezzo di vita…
    Capita molto spesso!:::)))

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...