Un’altra dimensione

Ho notato con piacere che la storia raccontata un paio di giorni fa vi è piaciuta molto.

Questo non può fare altro che rendermi fiero e felice.

Soprattutto perché io in effetti sono uno che racconta sempre storie, storie fantasiose, molto spesso frottole.

Bella la parola frottole, eh? Ripetiamo insieme: frot-to-le!

O magari sono verità improbabili.

Una volta agli Scout… a quel tempo ero nel Clan ma facevo da aiuto capo nel Branco… quindi ero con bambini dai 7 agli 11/12 anni… proposi questo gioco: posizionai una fila di secchi di diametro diverso rovesciati lungo un muro, i bambini dovevano lanciare con mani o piedi un pallone da calcio e centrare uno dei secchi. Ovviamente minore era il diametro del secchio centrato, maggiore era il punteggio.

Alla fine della fila misi un bicchiere di plastica.

I bambini cominciarono a gridare «È impossibile!», «Il pallone ha un diametro maggiore del foro del bicchiere!», «Che tu sia maledetto!», «Un giorno gli Orsi ti divoreranno in un raptus di cannibalismo orsesco!», «È contrario alle leggi della fisica che studierò tra qualche anno al Liceo Scientifico in cui mi iscriverò probabilmente! (non era vero)» e cose del genere, tipiche dei bambini di 7/11 anni insomma.

Spiegai allora, con molta calma vero, ma sofferente a causa della moltitudine di offese ricevute dai quei teneri bambini chiamati Lupetti e ora sapete anche perché, che esisteva un colpo segreto grazie al quale si poteva imprimere una rotazione particolare al pallone affinché questo diminuisse di dimensioni fino a diventare una pallina da Ping pong, o da Tennis (sono molto confuso su questo punto), capace quindi di infilarsi nell’ignaro bicchiere di plastica bianca, candida come quei bambini (non era vero).

Qui non riporterò cosa gridarono allora alcuni di quegli amabili piccoli esseri umani, che in quel momento sembrarono non essere umani, ma vi racconterò di coloro che preferirono non credere alla mia storia e si accaparrarono punti preziosi centrando secchi dal diametro del Colosseo e secchi dal diametro di secchi per (inserire qui le parole preferite tipo “la spazzatura” o “lavaggio pagimenti” o “grassi”) e di quell’unico bimbello che tentò il colpo segreto (per chi se lo chiedesse, il nome del colpo segreto è… ah no, non ce l’ha).

Tutti restarono a bocca aperta, tranne quel bambino che stava mangiando e gli chiesi gentilmente di chiudere la bocca che è cattiva educazione mangiare a bocca piena, quando il bambino, che da ora in poi chiameremo “Bambino”, impresse una forza impressionante al pallone che iniziò a roteare e dirigersi verso l’ignaro bicchiere che ormai non era più tanto ignaro.

Il pallone roteò, si avvicinò, tutti fissavano la scena in quel secondo che sembrava non finire mai.

Per chi se lo sta chiedendo, finì in un secondo.

E allora, a pochi millimetri dal bicchiere, tutti potemmo vedere l’incredibile: il pallone non era rimpicciolito nemmeno di un micron.

Schiacciò il povero bicchiere e il bambino, ah no, il Bambino, dichiarò: «Avete visto? Un po’ è diventato più piccolo!». Io gli dissi che aveva ragione, infondendo il lui la speranza e la consapevolezza delle sue potenzialità.

Ora Bambino fa l’avvocato, o il politico, o il cartomante, non ricordo bene.

Tutti gli altri bambini mi guardarono ed esclamarono «Sei un chiacchierone!» e io, assumendo la mia tipica posa da gentleman inglese, risposi «No, sono Chiacchierone, Orso Chiacchierone

In memoria di Bicchiere di Plastica, me la dava sempre a bere!

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10 risposte a Un’altra dimensione

  1. Ghost Tomato ha detto:

    Hai fatto bene a dire al bimbo che è maleducazione mangiare con la bocca piena. spero ti sia ricordato di insegnargli anche che non si parla con la bocca aperta. GRAVISSSSSSSIMO SORTILEGGGIO!

  2. mikimoz ha detto:

    Ahaahah!
    Premesso che il colpo segreto ha un nome, come tutti i colpi segreti: si chiama “Sacro tiro della microriduzione positronica”, da annunciare prima del calcio, con grande enfasi (dietro appariranno le onde che si infrangono sugli scogli, o fiammate, o esplosioni come i Power Rangers).
    Ok, fatte le dovute premesse, ti dico che anche io ho a che fare con ragazzini di quell’età, due giorni per ogni estate… e sono terribili. L’anno scorso uno mi ha minacciato di morte, salvo poi offrirmi una CocaCola la sera stessa (in effetti, la Coca Cola fa male…ha rispettato la sua minaccia).

    In ogni caso, sai che è? Il tuo racconto conferma che l’importante è crederci, almeno un po’. Sia che sei tu a dire la cazzata, sia che devi subire la cazzata 😉

    Buona Domenica, Orsacchiotto

    Moz-

  3. 9dropsofink ha detto:

    Ahahaha!
    Cavolo, questo Orso Chiaccherone mi piace da morire!

  4. Cerchidifumo ha detto:

    ….Orsaccio sei sempre tu…Fossi stata una di quelle bambine ti avrei preso a pallonate 😛

  5. Hagane80 ha detto:

    Stupenda! XD
    «Un giorno gli Orsi ti divoreranno in un raptus di cannibalismo orsesco!» LOL, ma come ti vengono?!? 😆 😆

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