Cose Consumate – La marcia dei Santi

E torniamo a parlare delle mie Cose Consumate.

A cosa mi riferisco? A quelle cose che, per un legame affettivo, continuiamo a usare anche quando si sono consumate, appunto.

Ci sono canzoni che ti riportano indietro nel tempo a momenti ben precisi della tua vita.

Questa canzone mi riporta ai miei 18 anni, anzi, per essere precisi, mi ricorda la mia festa dei 18 anni, festeggiata a casa mia con i miei amici più stretti. Circa quaranta persone.

Proprio quelli stretti stretti insomma. Ma credetemi, è così.

Certo, alcuni di loro ormai non li frequento più come una volta ma la maggior parte è rimasta al mio fianco.

Nel video della festa si vede questo gruppo di pazzi scatenati che ballano e cantano La Marcia dei Santi, canzone presentata dal gruppo Archinuè al Festival di Sanremo del 2002.

Oh, pensandoci bene guardavo il Festival già 10 anni fa.

E già 10 anni fa il Festival presentava delle sorprese: questa canzone ha un testo interessante, folle, geniale, un testo che non vi scrivo in versi ma come se fosse una storia raccontata dal suo protagonista nel quale, ogni volta che la ascolto, riesco a immedesimarmi, come se quel viaggiatore fossi io.

Quante cose ho visto, quante cose ho salutato, quante ne ho ritrovate qua. Son partito da lontano con un viaggio nella mano, solo andata per chissà quale città, solo andata con chissà quale meta.
Con un bacio in cartolina ho lasciato lì in vetrina esposta al sole la mia giovine età.
Dai rancori ai malcontenti, senza lacci in mezzo ai denti, questa mia vita si racconta così, questa mia vita mi saluta così!
Io, con un cappello in mano, non sono forse un uomo, si dice così. Saluto tutti e chiedo perdono, la vita è però un dono e la vivo così.
Santi, santi, santi in paradiso, datemi un sorriso me lo metterò sul viso, lo mostrerò alla gente che non è come me, mi guarderanno come fossi un re.
Santi, santi, santi in paradiso, datemi un sorriso…
Dagli amori che ho lasciato per gli amori ritrovati, mi son detto forse è meglio così. Mi han preso per un pazzo con la mente da ragazzo che vive il mondo nella sua integrità, che vende tutto senza saper quel che ha.
Parlando con me stesso ho raggiunto un compromesso, capisco è forse una pazzia, ma ho deciso a malincuore di non essere il migliore perché il migliore lo possiate fare voi, libero arbitrio a chi è peggio di noi.
Noi, con un cappello in mano, salutiamo e ci inchiniamo umilmente così e a voi sua eccellenza non dispiaccia se cancello la mia faccia da questa cruda umanità.
Santi, santi, santi in paradiso, datemi un sorriso me lo metterò sul viso, lo mostrerò alla gente che non è come me, mi guarderanno come fossi un re.
Santi, santi, santi in paradiso, a cattivo gioco io farò buon viso e se i numeri giocati non usciranno mai, della mia vita voi vedrete solo i guai.
E se un giorno tornerò senza lacci nelle scarpe, la colpa allora sarà stata solo mia che ho scambiato la mia terra e la mia pura fantasia per una donna di nome Bugia, per un albergo che non è casa mia.
Santi, santi, santi in paradiso, datemi un sorriso me lo metterò sul viso, lo mostrerò alla gente che non è come me, mi guarderanno come fossi un re.
Santi, santi, santi in paradiso, datemi un sorriso, me lo sbatterò sul viso, lo mostrerò alla gente che non è come me, mi guarderanno come fossi un re.
Un re senza lamenti e senza l’ombra di rimpianti, un re che come servi ha solo i suoi capelli bianchi!
Lasciatemi condurre con un po’ di fantasia quel che resta di questa vita mia, quel che resta di questa mia pazzia.

P.S.: inviatemi descrizioni, riflessioni, storie, foto sulle vostre Cose consumate e io scriverò un post tutto per voi!

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9 risposte a Cose Consumate – La marcia dei Santi

  1. E. ha detto:

    C’è anche per me un pezzo che, pur esulando dal mio genere abituale, mi è rimasto infisso in testa: “L’Angelo” di Paolo Martella, credo di aver distrutto la cassetta su cui era inciso. “Ho perso i pezzi in un meccanismo isterico, la vecchia pelle che non mi appartiene più…”

    • Orso Chiacchierone ha detto:

      Beh, prima di rispondere ho ascoltato la canzone, devo dire molto particolare!
      Non la conoscevo, non conoscevo nemmeno il cantante!
      A me è piaciuta questa frase:
      “c’è chi va avanti, chi si trascina, c’è chi rimane sempre allo stesso punto di prima”
      A volte sono le canzoni più strane che ci riportano al passato.

  2. Cicala Indifferente ha detto:

    mi è bastato leggere il titolo per far scorrere sul mio viso una lacrima di malinconia e di ricordi passati con persone speciali.
    Parlando con me stesso ho raggiunto un compromesso, capisco è forse una pazzia, ma ho deciso a malincuore di non essere il migliore perché il migliore lo possiate fare voi, libero arbitrio a chi è peggio di noi

  3. Cicala Indifferente ha detto:

    la prossima settimana ci voglio Starquest

  4. Grillo Canterino ha detto:

    Mi mancano i nostri 18 anni!!!!

  5. Pingback: 3 days 3 quotes challenge: giorno 2 | La tana dell'Orso Chiacchierone

  6. Pingback: Tutti cantano Sanremo… pure gli Orsi! | La tana dell'Orso Chiacchierone

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