Amsterdam! Scuse e resoconto (aggiornato con foto di gruppo!)

Ebbene no cari lettori, il mio primo live blog non è andato bene.

Purtroppo all’estero la connessione con la mia scheda sim non era utilizzabile e le poche reti Wi-Fi libere e stabili che ho trovato in giro per Amsterdam erano quelle dei fast-food, dove però restavo giusto il tempo di mangiare qualcosa al volo, perché dovevo essere subito pronto per muovermi verso nuove mete.

Non ho potuto sfruttare nemmeno la rete dell’aeroporto al ritorno: sono già fortunato ad essere riuscito a prendere quell’aereo!

Ma vi spiegherò tutto dopo, con calma.

Sta di fatto che, per rimediare e tenere in parte fede alla mia promessa, scrivo questo post per raccontarvi (brevemente, non temete!) il mio viaggio ad Amsterdam.

O, per meglio dire, il nostro viaggio ad Amsterdam!

Diciamo che, a parte un finale un po’ triste (ci sono cose che devono accadere e che purtroppo accadono nel momento sbagliato, ci sono persone che devono salutarci ma purtroppo vanno via prima che sia possibile farlo), l’intero viaggio è stato tranquillo, interessante e divertente, a parte il ritorno ovviamente.

Ma vi spiegherò tutto dopo, con calma.

Prima di tutto voglio rassicurarvi: l’aereo non fa paura! Devo anche dire però che sono stato fortunato, perché entrambi i viaggi sono andati lisci come l’olio, senza perturbazioni e con tempo sereno. Speriamo vada sempre così!

Questa affermazione implica che prenderò di nuovo l’aereo? Si, lo farò! Mi è piaciuto! Ma passiamo oltre.

Amsterdam nell’immaginario collettivo viene vista come la città del vizio, della droga e del sesso, concetti confinati nei famosi Coffee Shop, nei quali viene venduta legalmente qualche sostanza stupefacente o dolcetti dagli stessi effetti, e nel Redlight District, il quartiere a luci rosse che sembra portarti in una dimensione parallela, dove l’erotismo diventa libero e visibile a famiglie e coppie, quasi fosse, più che un taboo, un comedy show, dove ridere e scherzare alla visione di donnine poco vestite (quasi per niente direi) che ballano dietro a un vetro e richiamano l’attenzione dei molti single che passeggiano senza timore di essere giudicati se decidono di entrare in una di quelle vetrine.

Ma Amsterdam non è solo questo: è pulizia, organizzazione, rispetto, una città fatta per il turista.

Puoi pianificare la tua vacanza come meglio credi: puoi visitare i molti musei, puoi passare le giornate disteso nei meravigliosi parchi, puoi fare shopping, puoi affittare una bicicletta e girare per la città, puoi andare per bar e pub, puoi sballarti e andare a donne, puoi fare ciò che vuoi senza pensarci su.

Quattro giorni sono veramente pochi… credo che tutti ci ritorneremo.

L’albergo era in una posizione centralissima, in una piazza dalla quale partivano tram ogni due minuti verso qualsiasi parte della città.

Abbiamo visitato il museo di Van Gogh (un po’ deludente a essere onesto!), il museo dei diamanti, delle borse e della fotografia, abbiamo fatto una piccola crociera tra i canali a bordo di una bassa barca con la cabina in vetro, abbiamo visitato i già citati parchi, il mercato dei fiori e il NEMO, la città della scienza progettata da Renzo Piano.

E abbiamo partecipato alla Heineken Experience, probabilmente il momento più divertente di tutta la gita, una sorta di museo nel quale viene spiegata la storia della famosa birra, come viene prodotta e imbottigliata.

Il tutto contornato da ben tre bicchieri di birra gratis (al grido di free beer, free beer!), il che ha reso tutto ancor più divertente!

Dimenticavo: ovviamente è stata d’obbligo una fermata al Hard Rock Cafe di Amsterdam con conseguente acquisto di gadgets! (Non sapete cosa è un Hard Rock Cafe? Cliccate qui!)

Un consiglio: rispettate i segnali stradali quando siete a piedi perché il pedone viene dopo i tram, le auto, i pullman e le maledette biciclette.

Sono dovunque! La città è progettata interamente così: marciapiede per i pedoni, pista ciclabile e carreggiata. Il pedone deve stare sul marciapiede. Punto.

Se occupa la corsia che non gli compete viene ripreso dall’incessante din din prodotto dai campanelli delle biciclette o dal don prodotto dai tram che pur di non fermarsi sono disposti a metterti sotto.

Beh, credo di essermi già dilungato troppo, le cose da dire sono tantissime e potrei andare avanti per ore! Sono comunque pronto a rispondere alle vostre domande che potrete lasciarmi nei commenti, ok?

Quindi non mi resta che salutarvi e invitarvi a passare qualche giorno ad Amsterdam: non ve ne pentirete!

Come? Volete sapere cosa è successo all’aeroporto al ritorno?

Beh, in effetti non è poi così interessante.

Ma, non preoccupatevi, vi spiegherò tutto dopo, con calma…

Nel frattempo vi lascio alcune delle foto che sarebbero dovute finire nel Live Blog, che non elimino perché sono affezionato ai miei post, ma che nemmeno aggiorno perché sarebbe ormai inutile!

La mia prima colazione da Starbucks.

I cibi salutari che ci hanno accompagnato per 4 giorni.

Il fantastico Teschio fatto di Diamanti visto al Musei dei Diamanti, appunto.

La città della scienza di Amsterdam: il NEMO.

Uno dei bellissimi parchi con una maledetta bicicletta

Il mercato dei fiori, pieno di fiori, appunto.

Il tramonto visto dall’aereo al ritorno da Amsterdam.

N.B.: Si ringrazia Panda Gioioso, al quale ho rubato alcune di queste foto.

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5 risposte a Amsterdam! Scuse e resoconto (aggiornato con foto di gruppo!)

  1. Zuzzurro ha detto:

    Un resoconto ben delineato, adesso aspetto i particolari(come per es. l’episodio dell’ aereoporto che citavi) ciao 🙂

  2. stambeccolaborioso ha detto:

    Beato te per l’occasione di andare ad Amsterdam, certo però 4 giorni, in una città così grande, sicuramente piena di storia, sono un pò pochini, ma del resto fare di più potrebbe anche essere pesante, e ad ogni modo bisogna pur sempre ritornare alla vita reale, il lavoro, la famiglia, ecc…
    Mica si può dedicare una vita intera al girare il mondo…..

    • Orso Chiacchierone ha detto:

      Se si potesse credimi, lo farei!
      4 giorni (di cui 2 comprensivi di viaggio) sono effettivamente pochi per qualsiasi meta. Ma dobbiamo predercela come viene ed approfittarne, perchè il lavoro e la vita reale non sempre permettono si fare ciò che si vuole.
      L’unico modo per gustare bene un posto è tornarci!

  3. Pingback: C’è da sudare! | La tana dell'Orso Chiacchierone

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